Scelta di un paradigma di progettazione che faciliti il riutilizzo dei progetti esistenti

Per restare competitivi nell’attuale settore manifatturiero, è necessario introdurre sul mercato prodotti innovativi ben progettati più velocemente della concorrenza.

La possibilità di modificare un modello esistente per riutilizzare il progetto in un nuovo prodotto evita agli ingegneri di sprecare tempo nella ricreazione dei progetti e consente di rispettare le pianificazioni. In teoria, utilizzando il paradigma di modellazione per feature, o parametrico, gli ingegneri dovrebbero essere in grado di apportare semplici modifiche alle feature parametriche del modello esistente e tali modifiche vengono propagate a tutte le parti associate. Le interrelazioni tra le feature supportano una modifica intelligente e potente per il riutilizzo dei progetti esistenti. Il problema, tuttavia, risiede nel fatto che tali interdipendenze incorporate possono causare disastri quando le modifiche parametriche superano gli intervalli parametrici tollerabili. In modelli instabili, piccole modifiche possono generare una catena di errori nella rete di feature interdipendenti.

Secondo lo studio The Design Reuse Benchmark Report condotto da Aberdeen Group, infatti, quasi la metà delle aziende (48%) deve affrontare modelli non flessibili che presentano errori dopo che vi vengono apportate modifiche. Nonostante tali problemi possano essere risolti dagli ingegneri che sono specialisti CAD, risulta spesso più veloce ricreare per intero o in parte il modello. In entrambi i casi, gli ingegneri impiegano tempo che dovrebbero invece dedicare alla progettazione di nuove parti e nuovi prodotti. Nell’ambito dello stesso studio di Aberdeen, è stato riscontrato che a causa delle complessità del modello parametrico il 40% dei partecipanti ha dichiarato che solo il progettista originale è in grado di apportare con successo modifiche al modello, mentre il 57% ha affermato che per la modifica del modello sono necessarie conoscenze specialistiche di CAD e ciò esclude molti utenti non CAD dal processo di progettazione collaborativa.

Gestione delle modifiche
Per realizzare le potenzialità del riutilizzo dei progetti esistenti, gli ingegneri necessitano di strumenti di modellazione potenti e flessibili che consentano di modificare i modelli legacy e di riutilizzare i modelli altrui senza che sia necessario ricrearli o correggerli. Nonostante siano la soluzione ideale per la definizione della geometria e l’automazione della modellazione, gli strumenti di modellazione per feature possono rendere difficoltosa e problematica la semplice modifica del modello, determinante per il riutilizzo dei progetti esistenti.

Gli strumenti di modellazione diretta consentono agli ingegneri di apportare semplici modifiche manipolando e modificando la geometria senza preoccuparsi di dare inizio a una reazione a catena di errori nella rete di feature interdipendenti. Per manipolare o modificare la geometria, gli utenti selezionano semplicemente la geometria e quindi utilizzano un’interazione di spinta/trazione/trascinamento. Di conseguenza, gli strumenti di modellazione diretta consentono agli ingegneri di apportare modifiche facili e veloci ai modelli esistenti senza manipolare le feature.

Utilizzando questi strumenti di modellazione, gli ingegneri possono inoltre esplorare numerose idee di progettazione senza disporre di conoscenze particolarmente elevate. Grazie alla facilità di apprendimento e di utilizzo, gli strumenti di modellazione diretta facilitano inoltre il riutilizzo dei modelli CAD a valle nella creazione del materiale di marketing. Il lato negativo è che tali modelli non possono essere gestiti per apportare modifiche potenti e intelligenti.

Strumenti diversi per utenti diversi
Entrambi i paradigmi di modellazione offrono vantaggi significativi. È possibile utilizzare strumenti di modellazione diretta per creare geometria con maggiore flessibilità e sfruttare strumenti di modellazione per feature per creare geometria con maggiore controllo e modifiche intelligenti, il tutto in un unico modello. Anziché standardizzare uno specifico paradigma di modellazione, i team di progettazione dovrebbero essere in grado di scegliere lo strumento di modellazione più appropriato per l’attività di progettazione da svolgere. Mentre alcuni partecipanti alla progettazione sono esperti di CAD, altri non lo sono.

Per la progettazione collaborativa, tuttavia, è essenziale l’input di tutti i partecipanti. Gli strumenti di modellazione diretta offrono ai non esperti di CAD la possibilità di apportare modifiche al modello CAD in modo semplice e rapido. Questi strumenti di modellazione, tuttavia, devono essere interoperabili. Se un team di partecipanti alla progettazione utilizza uno specifico paradigma di modellazione, un altro team deve essere in grado di utilizzare tali dati di progettazione anche se utilizza un diverso strumento di modellazione. Con una completa interoperabilità, gli utenti possono utilizzare lo strumento più adatto all’attività da svolgere senza preoccuparsi del formato dei dati di progettazione.

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