Cliente Creo: BioGasol e biocombustibili di qualità superiore

Un tempo, i biocombustibili erano considerati la soluzione ideale. Ricordate? Avremmo tutti guidato automobili alimentate da economiche pannocchie di mais, avremmo respirato aria più pulita e ci saremmo dichiarati liberi dal petrolio straniero. Purtroppo, i primi tentativi di porre le basi per un futuro di combustibili rinnovabili hanno causato alcune conseguenze indesiderate. I biocombustibili hanno generato una nuova domanda di apposite colture che ha causato un aumento dei prezzi e la possibile estromissione delle colture alimentari. Gli agricoltori ne hanno fortunatamente tratto vantaggio, ma con oltre 900 milioni di persone in tutto il mondo sulla soglia della fame è stato necessario valutare quanto possa essere morale dirottare il raccolto autunnale verso la propria automobile. Il 26% dell’offerta mondiale di mais, sufficiente a sfamare milioni di persone, attualmente viene infatti consumato sotto forma di etanolo. Secondo alcuni, questo costituisce un valido motivo per abbandonare i programmi finalizzati a promuovere l’etanolo come fonte di energia alternativa. Il dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti non è d’accordo. In un report del 2006, ha dichiarato che per quanto la quantità di mais esportata per scopo alimentare dagli Stati Uniti sia indubbiamente inferiore al passato, potrebbe esserci un’alternativa: la biomassa cellulosica. La biomassa cellulosica è materiale vegetale che non viene necessariamente utilizzato per l’alimentazione. Può includere segatura, resti di sterpaglie o di alberi recisi o bruciati, residui del raccolto di mais e così via. Attualmente, una parte considerevole di questa biomassa resta inutilizzata. Secondo il dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti, tuttavia, potrebbe essere impiegata per sostituire almeno il 30% del consumo statunitense di petrolio, senza alcun impatto sull’offerta alimentare mondiale. Esaminiamo il cliente Creo BioGasol. Questa azienda danese sta sviluppando una nuova tecnologia di questo tipo, che definisce bioetanolo “di seconda generazione” e riguarda carburante prodotto da biomassa lignocellulosica. Utilizzando Creo Parametric, BioGasol progetta parametricamente impianti e apparecchiature scalabili per il proprio processo di produzione di carburante innovativo.

Image courtesy of Biogasol

In questi impianti di seconda generazione vengono eseguiti il pretrattamento, l’idrolizzazione, la fermentazione e la distillazione di materiali come steli di mais, per produrre etanolo su scala industriale. Nel processo viene inoltre riciclata e riutilizzata l’acqua per una maggiore sostenibilità. BioGasol ha ricevuto numerosi riconoscimenti per l’impegno e l’innovazione nell’energia sostenibile e attualmente riceve importanti sovvenzioni sia dal dipartimento dell’energia degli Stati Uniti sia dal governo danese. BioGasol ha inoltre sottoscritto un accordo di sviluppo congiunto con Tate & Lyle, fornitore globale di dolcificanti e altri additivi alimentari, per valutare la produzione di bioetanolo dalle migliaia di tonnellate di fibre di mais di scarto prodotte ogni anno da tale azienda.

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Un Commento

  1. Pubblicato 18 novembre 2011 alle 1:22 pm | Link Permanente

    great article

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