Creo 1.0 e il flusso di lavoro CAE e FEA

PTC ritiene che la maggior parte delle problematiche a livello di CAD sia causata da un’ interazione non efficiente dei paradigmi di modellazione. Creo, tuttavia, sfrutta tutti i paradigmi, consentendo agli utenti di passare senza problemi da un modellatore parametrico a un modellatore diretto, al 2D e così via. Ciò rappresenta un vantaggio per chiunque. In un recente articolo, ad esempio, ho illustrato come un’organizzazione che utilizza la modellazione parametrica potrebbe sfruttare la modellazione diretta per gestire in modo efficiente le modifiche di progettazione dell’ultimo minuto. Ecco un altro esempio: il flusso di lavoro CAE e FEA.

Flusso di lavoro

Per preparare, convalidare e ottimizzare un progetto, i produttori eseguono in genere i seguenti passaggi:

  1. Importazione di componenti provenienti da diverse origini in un unico prototipo digitale, sfruttando dati di più strumenti, posizioni e formati in un unico prototipo digitale master
  2. Risistemazione dei dati di sistemi che non producono solidi finiti, in modo da ottenere un modello master preciso e risultati affidabili dei test
  3. Semplificazione dei modelli per l’analisi
  4. Analisi e ottimizzazione dei prototipi digitali per analisi strutturale, delle interferenze e così via
  5. Acquisizione dei problemi e restituzione del modello revisionato alle diverse origini

Con un processo di progettazione parametrico, tali passaggi sono complicati. Gli esperti di CAE si ritrovano spesso sopraffatti dalla complessità del software di progettazione e si rivolgono a un esperto di CAD 3D per ottenere assistenza nella preparazione e nell’ottimizzazione di modelli di più origini.

Impatto della modellazione diretta sul flusso di lavoro

Creo, con la propria applicazione di modellazione diretta, può tuttavia rendere più gestibili molti di questi passaggi.

Importazione. Creo offre esclusive funzionalità di importazione indipendenti dall’origine e dal formato, che consentono di trasferire in modo semplice e rapido i modelli tra più origini e strumenti. Gli esperti di CAE e FEA non devono preoccuparsi di eventuali problemi di interoperabilità dei dati. Una volta importati da origini esterne, inoltre, i dati possono essere facilmente ottimizzati come se fossero stati creati in formato nativo.

Risistemazione. In caso di dati importati, la modellazione diretta ne riconosce automaticamente gli attributi chiave facilitandone l’utilizzo. Assiemi, strutture di assieme, parti condivise, superfici, blend e decine di altre feature vengono riconosciuti in modo intelligente. In genere, inoltre, il software di modellazione diretta è in grado di valutare l’idoneità alla produzione dei modelli importati. Nonostante la maggior parte dei sistemi CAD 3D produca solidi finiti, in alcuni casi vengono caricati nel sistema soltanto superfici, insiemi di superfici o parti di superfici. Chiunque, inoltre, può creare accidentalmente modelli solidi non idonei alla produzione. Con la modellazione diretta, chiunque può individuare rapidamente non solidi, risistemare le superfici e creare solidi, ottenendo così un progetto utilizzabile come base per un prototipo digitale preciso e affidabile.

Semplificazione. Frequentemente, il prototipo digitale viene semplificato ai fini dell’analisi. Con la modellazione diretta, qualsiasi membro del team può rimuovere blend, fori di piccole dimensioni, facce, feature e altra geometria irrilevante. È addirittura possibile eliminare la geometria non correlata alla simulazione o dividere i modelli in base alla geometria. L’utilizzo di Creo per automatizzare il lavoro di semplificazione consente di risparmiare tempo e operazioni ripetitive durante il ciclo di analisi garantendo così ai team la possibilità di aggiornare e convalidare i progetti liberamente e frequentemente senza attività ridondanti.

Analisi. Una volta pronto il prototipo digitale preciso, gli esperti di CAE e FEA possono scegliere tra una vasta gamma di studi disponibili:

  • Analisi delle interferenze nell’intero prototipo digitale. Il controllo delle interferenze consente ai team di identificare le parti che potrebbero essere in conflitto tra loro nel contesto del modello digitale master.
  • Simulazione dei meccanismi in movimento. È possibile simulare il movimento, con studi su assemblaggio, disassemblaggio e meccanismi del prototipo digitale.
  • Analisi standard, ad esempio analisi statica lineare, termica stazionaria e della deformazione
  • Analisi avanzate, ad esempio analisi termica transitoria, della deformazione non lineare, della vibrazione e dei guasti

Ottimizzazione. La modellazione diretta consente di apportare facilmente modifiche al modello per ottimizzarlo in base ai risultati e di condividere i modelli revisionati con il team di progetto come modelli di riferimento. Una volta definito, lo studio può essere facilmente riapplicato dal team a un modello revisionato in modo da garantire il funzionamento del modello ottimizzato. CAE e FEA costituiscono soltanto un esempio dei processi facilitati dalla possibilità per il team di passare dalla modellazione parametrica alla modellazione diretta e viceversa. Nelle prossime settimane approfondirò l’argomento.

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