Lock-in tecnologico: esistono soluzioni valide per il settore manifatturiero?

Un rasoio utilizzabile con lame di una determinata marca. Uno smartphone funzionante su un’unica rete. Un libro digitale che supporta la visualizzazione di un solo lettore proprietario. Nella vita privata ci imbattiamo ogni giorno nel lock-in tecnologico, ovvero in un prodotto o un sistema che ci vincola per sempre a un altro prodotto o sistema. In genere, nel peggiore dei casi ciò è poco pratico o leggermente più costoso. Per un’azienda, tuttavia, il lock-in tecnologico può essere invalidante. Immaginate ad esempio che non sia possibile eseguire efficacemente la migrazione dei dati aziendali a nuovi e più efficienti strumenti di business intelligence oppure leggere i record elettronici relativi al personale con un più moderno sistema software di gestione delle risorse umane. Il lock-in può ostacolare le scelte, la flessibilità e le best practice di un’azienda, nonché l’utilizzo di nuove tecnologie. Per la maggior parte dei produttori, dei reparti di progettazione tecnica e dei team, purtroppo, il lock-in tecnologico è molto diffuso.

La trappola del CAD

Per la maggior parte delle aziende, la risorsa più importante è costituita dalle persone. Per i produttori, soprattutto, tali persone sono strettamente legate alla proprietà intellettuale e ai dati di progettazione. La maggior parte della proprietà intellettuale e delle finalità di progettazione, inoltre, viene acquisita e sfruttata da disegni 2D o file di modello 3D. Per molti versi, i dati CAD dell’azienda costituiscono buona parte della sua proprietà intellettuale. Nonostante tale importanza, tuttavia, il sistema CAD quasi sempre offre alcuni dei peggiori esempi di lock-in tecnologico. I sistemi CAD leggono in modo ottimale i file nativi e chiunque utilizzi dati esterni deve affrontare grattacapi. I fornitori CAD dichiarano che i loro prodotti sono in grado di scrivere o esportare file in formati neutri o standard, ma in realtà la versione neutra viene spesso privata di elementi durante la conversione e la proprietà intellettuale o le finalità di progettazione non saranno disponibili nei nuovi sistemi. Le aziende provano diverse soluzioni alternative per mantenere la proprietà intellettuale, ma ne consegue un’inevitabile confusione. Le aziende mantengono gli strumenti CAD legacy per modificare in modo efficiente i dati esistenti e aggiungono nuovi strumenti CAD per promuovere futuri miglioramenti nello sviluppo prodotto. Un recente sondaggio1 su produttori di diversi settori ha rilevato che l’82% di tutti i partecipanti disponeva di 3 o più strumenti o formati CAD. Addirittura il 43% disponeva di 5 o più strumenti o formati CAD. Un sondaggio globale2 del 2010 condotto da PTC su oltre 4.000 utenti di tutti i prodotti CAD ha inoltre riscontrato che un elevato numero di partecipanti classificava il lock-in tecnologico come il principale problema legato al CAD:

  • Il 32% ha dichiarato che il principale problema era apportare modifiche a un progetto CAD, specialmente se creato da altri.
  • Il 19% ha lamentato l’assenza di un metodo efficace per utilizzare in modo produttivo i dati provenienti da più sistemi CAD.

Alcuni hanno dichiarato che i team sprecano dal 25 al 70% del proprio tempo nella risoluzione di questi tipi di problemi, sottraendo impegno allo sviluppo prodotto.

Due soluzioni

Per evitare problemi con il lock-in esistono apparentemente due soluzioni ovvie. Standardizzare un unico strumento CAD, ricreando i dati legacy nel formato di file preferito, oppure mantenere più strumenti CAD per lavorare in modo flessibile in diversi formati nativi. Entrambi questi approcci comportano dei compromessi:

  • Ricreare tutti i dati potrebbe essere una soluzione impraticabile dal punto di vista del personale e dei costi, poiché molti produttori potrebbero disporre di decenni di dati 2D e 3D.
  • Mantenere più strumenti CAD interni spesso determina una duplicazione delle spese, della formazione e dei dati. È inoltre possibile prevedere maggiori costi IT e di manutenzione e così via.

Una terza via

Il lock-in tecnologico è chiaramente un problema, ma stanno emergendo nuove tecnologie in grado di rimuovere il lock-in tecnologico senza che sia necessario ricreare dati già esistenti. Tali tecnologie consentiranno ai produttori di investire in nuovi strumenti di progettazione, sfruttare i dati esistenti, aggiungere ai file legacy le finalità di progettazione e la proprietà intellettuale soltanto dove necessario e sviluppare prodotti con velocità, convenienza e puntualità notevolmente superiori rispetto alle controparti. Qual è la situazione nella vostra azienda? Gli strumenti dell’ambiente di progettazione tecnica determinano un lock-in tecnologico? I dati legacy impediscono di passare a strumenti di progettazione più recenti? Parte delle finalità di progettazione o della proprietà intellettuale dei vostri prodotti è contenuta in un formato di progettazione proprietario? Utilizzate strumenti CAD legacy per sfruttare dati legacy? Avete dedicato tempo alla ricreazione dei dati? Comunicateci come gestite il lock-in tecnologico a livello di CAD. 1 Sondaggio condotto da Aberdeen Group, “Working with Multi-CAD? Overcome the Engineering Collaboration Bottleneck”, dicembre 2010 2 Condotto da PTC tra luglio e agosto 2010 Immagine di rosipaw

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